martedì 7 gennaio 2025

Gli arazzi dei nostri antenati - Lud nella nebbia di Hope Mirrlees

 

La città di Lud nella Nebbia è amministrata da un'oligarchia di burocrati, erede dei rivoluzionari che molti anni prima si erano liberati della nobiltà e dei suoi vizi esotici, a cui la nuova classe dirigente oppone la concretezza di spirito borghese. Nataniel Cantachiaro, più sindaco di Lud e siniscalco del Libero Stato di Dorimare, ne è l'esempio più vivido, nonché la vittima più vulnerabile. Quando il vecchio sindaco scoprirà un traffico di frutti proibiti che risvegliano gli antichi costumi, le soluzioni che tenterà di mettere in atto si riveleranno insufficienti: perché la partita si gioca su molti più livelli di quanti una mente moderna non ne riesca a immaginare.

Ponte ideale tra le fiabe di Andersen e i libri di Wynne-Jones, il romanzo di Hope Mirrlees si muove sulla scia di una costante sorpresa, della quale combina perfettamente i sensi di meraviglia e di terrore. Colori vivaci e note sinistre fanno vibrare una storia che non ha paura di giocare con i generi.

Lud nella Nebbia è lirico e bucolico, ma anche implacabilmente pungente. La penna di Mirrlees, per quanto indugi spesso in particolari leziosi, non manca di essere caustica, miscelando all'occorrenza gli inchiostri dove la morale diventa screziata, più che veramente grigia. In poche altre storie dei personaggi rifulgono delle proprie banalità in maniera tanto eroica.

Tutto il romanzo è come un grande arazzo, intarsiato di dettagli e di significazioni materiali e simboliche che si intrecciano a più riprese, senza soluzione di continuità. La visione complessiva ci è preclusa, e ogni presunzione di goderne è un inganno.

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