lunedì 11 maggio 2026

Ho vinto il Premio Urania Short 2026

I don’t do premi letterari. È un mio paletto da quando partecipai al Premio Italo Calvino 2019 e la giuria stese una scheda di lettura in cui si parlava di cose che nel mio romanzo non c’erano. Era un lavoro acerbo, questo lo ammetto, e credo che non avrebbe comunque meritato di essere in finale, anche se fosse stato considerato con la giusta attenzione. Ma da quel momento ho sempre nutrito un forte sospetto verso i premi letterari, e mi sono guardato bene dal parteciparvi. Forse anche per questo ho aspettato tanto prima di inviare Quegli anni su Agalia al Premio Urania Short, la sezione per racconti brevi dello storico premio italiano di fantascienza. Perché, alla fine, ho deciso di farlo? Se devo dare una risposta sincera, direi che non immaginavo una collocazione più indicata per questa storia.

Il racconto, al netto di qualche giro di (auto)editing, era pronto all’incirca dal 2022; eppure ogni anno, quando si avvicinava l’apertura della call per il Premio Urania Short, non mi risolvevo a inviarlo. Credevo che non ne avrei cavato niente, che la redazione fosse interessata a un altro tipo di scrittura e di fantascienza. Per questo sono stato piuttosto sorpreso, lo scorso marzo, di ricevere la telefonata di Franco Forte, direttore editoriale di Urania, che mi comunicava che il racconto mi era valso un posto in finale. E talmente inverosimile mi sembrava addirittura arrivare primo, che durante la cerimonia di premiazione ho davvero pensato di essere lì per sbaglio, specie quando il mio nome ci metteva così tanto a comparire nella classifica. E invece, alla fine, ho vinto.

Quegli anni su Agalia è scritto dal punto di vista della moglie di un diplomatico: un diario tenuto durante il soggiorno della coppia su un pianeta ai margini della galassia. L’ambientazione è dunque piuttosto classica, un omaggio alla space opera, ma in una salsa molto meno epica – no alle battaglie tra le stelle, sì a cenette informali in salotti stile space age. Alla protagonista, Agalia appare come un posto meraviglioso e ricco di possibilità, un Eden finalmente ritrovato in cui il conflitto e la crudeltà non hanno posto. E purtroppo per lei, non si sbaglia.

Quegli anni su Agalia uscirà a ottobre in edicola, in appendice al romanzo vincitore firmato da Andrea Micalone (titolo work in progress), insieme a Cronofagia di Giuseppe Mascolo, con cui ho condiviso il primo posto. Spero che lo leggerete e che vi lascerà qualcosa. Quassù ho lasciato una piccola composizione grafica che avevo preparato qualche mese fa. Immaginatela come una sorta di copertina del mio racconto, in attesa dell’uscita in edicola.

*

Grazie a June, che ha letto questo e molti altri racconti per prima. A Maria Paola, che mi ha dato suggerimenti preziosi. A Giovanni, senza il cui entusiasmo non l’avrei mai inviato. Ad Antonio e Caterina, che mi fanno sentire sempre a casa.

Questa vittoria, di nuovo, è per zio Tonino. Aspettavo che arrivasse lunedì per venire a dirti di persona che ero in finale, ma immagino che dove sei ora non ci siano lunedì.

1 commento:

  1. complimenti, Angelo! crediamo in te e non vediamo l'ora di leggere il tuo nuovo racconto :->

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