In un eremo oscuro, nel folto della selva, ha trovato riparo una piccola comunità matriarcale devota al culto di Santa Agilulfa, colei che resistette alla tentazione del Lupo e del suo segreto, e lo domò. Le discendenti della prima Cacciatrice conducono vite modeste, assecondando appetiti basilari, seguendo rigidi tabù; ma il desiderio della verità può essere più forte della paura delle conseguenze.
Nella verde gola delle lupe, novella scritta da Lucrezia Pei e Ornella Soncini e illustrata da Marco Calvi, è una sorta di retro-distopia, un racconto ambientato nel Cinquecento di un'Italia alternativa (ma dopotutto, neanche troppo), a cui si rifà anche per la scelta del registro linguistico. Le cacciatrici hanno riconquistato un matriarcato da lungo perduto, espungendo il ruolo del maschio dalla narrazione sulla nascita. Gli uomini esistono solo come residui bestiali che infestano il margine della selva, lupi di una cautionary tale che è al contempo agiografia e mito di fondazione.
Le voci delle personagge della novella non volano sopra la selva, ma sussurrano in mezzo alle radici. Sono lamenti stoici e litanie, piccoli vagiti di sorpresa, gemiti di orrore. Risalgono da un mondo piccolo e compiuto in cui si obbedisce anche davanti alla menzogna... perché la verità è una cosa incandescente che va tenuta in bocca. Sono loro la vera forza trainante del racconto, sfuggenti ma profonde come in un sogno. Le matite di Calvi riescono a infonderle di una certa aria liturgica, e allo stesso tempo vibrano sul confine dell'intimità più dolorosa.
Non privo di grinze, il racconto di Pei-Soncini pecca forse di un realismo narrativo un po' troppo puntuale, che è così attento al dettaglio che spesso dimentica il quadro d'insieme, rendendo l'ambientazione poco pratica ad orientarvisi. E forse si avvertono poco, dopotutto, quel senso di selvaggio e quella promessa di un matriarcato sostenibile che si intravedevano dalle premesse. Nondimeno, una buona prova per un duo già ben consolidato e di cui contiamo di leggere altro (magari un bel prequel di questo? la butto lì).

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