sabato 31 maggio 2025

Educazione emotiva per giovani cavalieri di draghi - Bashavert di Veronica De Simone

Una delle qualità più apprezzabili che può avere un libro (secondo me) è non deludere le aspettative. Nel caso di Bashavert, l'aspettativa era Evangelion+Eragon, quindi direi che c'era ampio spazio di manovra per una delusione. Bashavert però fa pieno centro, fondendo senza sbavature le anime delle due opere a cui si ispira. Le tematiche sono quelle dell'anime di Anno: conflitto generazionale, elaborazione del lutto, scoperta del desiderio. Del romanzo di Paolini, invece, Veronica De Simone recupera la mitologia e la adatta a una nuova e (decisamente) più che attuale ambientazione.

Grande pregio di Bashavert è per l'appunto la sua ambientazione, frutto di un'altra azzeccata combinazione, stavolta tra le due Coree. Di quella del Nord sentiamo le forme (l'indottrinamento, la repressione del dissenso, il controllo anche violento), mentre di quella del Sud percepiamo più i contenuti (l'ossessione per la cosmesi, l'attenzione ai trend, la competitività senza remore). A fare da sfondo alla vicenda è dunque un mondo denso, in cui le volontà sono canalizzate lungo vie prestabilite e l'espressione dell'individualità è programmata quasi scientificamente. E si tratta di un mondo tutt'altro che implausibile.

In questo si muovono personaggi giovani e adulti. I primi sono più vividi e tridimensionali: ragazzi e ragazze in lotta con se stessi e con gli altri, attraversati da dubbi e paure, ma anche capaci di slanci assertivi. Gli ultimi, invece, appaiono più che altro opachi o piatti, le loro motivazioni inesplorate, i loro caratteri inquestionati. La loro profondità ci è preclusa per ragioni prospettiche o sono loro ad averla persa?

Bashavert preferisce un comparto retorico-narrativo molto "visivo" (non nascondo che a volte ho avuto l'impressione di leggere la sceneggiatura di un anime), una grande carica emotiva nelle descrizioni delle azioni/reazioni dei personaggi, e un ritmo sostenuto che non stanca mai. L'autrice non rinuncia ai virgulti di prosa, ma il suo narratore è piuttosto trasparente e lascia spazio alle sensazioni meno filtrate, forse in linea con gli stilemi del target.

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