martedì 14 aprile 2026

La fine dell'antropocene - Tokyo Babylon e X/1999 delle CLAMP

Dalla seconda metà degli anni Ottanta il manga shōjo comincia a virare in una nuova direzione rispetto all’estetica maiden-esque e alle storie lacrimose che avevano caratterizzato il genere per tutta la decade precedente. Insieme a June Scialpi, nel capitolo «Canone perduto e città oscura» di La promessa della luna. Genealogie di Sailor Moon (Moscabianca Edizioni), abbiamo provato a recuperare questo filone di manga shōjo che si ammantano di tenebra e in un modo o nell’altro strizzano l’occhio al tema dell’apocalisse (già molto presente nei media giapponesi, ma fino ad allora rimasto fuori dalle tavole infiocchettate del fumetto per ragazze).

Uno dei motivi principali dello shōjo di fine secolo è la centralità di Tokyo, megalopoli oscura che diventa allegoria dell’umanità. In Tokyo Babylon (serie in 7 volumi delle CLAMP dei primi Novanta, in Italia latitante per Planet Manga e D/visual) la città non si limita a fare da sfondo, ma è una componente attiva e pulsante della storia. La scelta del titolo è un richiamo al mito della Torre di Babele, simbolo dell’arroganza umana che crede di poter raggiungere altezze divine – e la Torre di Tokyo è la sua gemella. Lunghe tavole nere ospitano le figure di Subaru Sumeragi, ultimo discendente di un clan di esorcisti, dell’eccentrica sorella Hokuto e di Seishiro Sakurazuka, veterinario belloccio innamorato di Subaru e che tuttavia non la conta giusta neanche un po’.

La trama è organizzata in storie episodiche di esorcismi, alle quali si giustappone la vicenda orizzontale del rapporto tra Subaru e Seishiro. Con la scusa del boys’ love, le CLAMP portano sulla scena l’avvertimento di una crisi sociale generale che vede nella capitale giapponese un centro nevralgico: l’umanità raffigurata in Tokyo Babylon è costantemente frustrata, delusa, ingannata, presa com’è in una rete invisibile di energie psichiche (un altro grande elemento dello shōjo di fine secolo).

Pubblicato a ridosso di Tokyo Babylon, X (fuori catalogo per J-Pop, noto anche come X/1999 nella precedente edizione Planet Manga) si sviluppa come un innesto nell’ambientazione del suo prequel, di cui esaspera i toni e le atmosfere, spingendo lo shōjo ad altezze vertiginose, fino a renderlo quasi un altro genere. Il protagonista è Kamui, giovane esper al centro di una profezia sulla fine del mondo, conteso da due gruppi di guerriglieri psichici che auspicano l’uno la conservazione della civiltà umana, l’altro il ripristino e la preservazione di una natura incontaminata.

Se in Tokyo Babylon il tema apocalittico era vagamente suggerito, manifesto in una crisi trasversale ma frammentaria, qui irrompe sulla scena nella forma di catastrofi naturali, società segrete e cospirazioni. Tutta la tensione della storia nasce dalla contrapposizione tra le due visioni del mondo rappresentate dai cosiddetti Draghi della Terra, che aspirano al rovesciamento dei templi dell’antropocene, e dai Draghi del Cielo, che invece desiderano che tutto rimanga com’è. Il manga però non affronta tematiche ecologiche in senso stretto, ma le usa come pretesto per raccontare forze emotive opposte e inconciliabili.

I disegni X sono a dir poco sublimi, e se mi conoscete lo sapete che non uso con leggerezza aggettivi di questa portata. Affilati, maestosi, retorici, erompono continuamente dalle gabbie o le piegano alle loro coreografie vibranti. Ogni tavola ha il portamento e la cura di un quadro e chiede di essere contemplata fin nel dettaglio, a costo di affaticare la lettura. È davvero uno dei momenti più alti della storia del manga, per quanto mi riguarda.

Tuttavia, la crudezza delle vicende e delle loro rappresentazioni ha portato all’interruzione del manga a pochi capitoli dalla fine, nel 2003, quando la rivista che lo ospitava decise che il finale dell’opera era troppo violento per il suo target. Anche lettori e lettrici, negli anni precedenti, avevano espresso disagio per la vicinanza dei temi del manga alle vicende di cronaca: erano anni di terremoti e tsunami, di terrorismo domestico, di giovani serial killer.

[Se volete un assaggio delle atmosfere del manga, vi consiglio il film di Rintaro del 1996, X - The Movie, animato dalle bestie sacre che popolano gli studi Madhouse. La storia è molto sacrificata, ma il comparto visivo toglie il fiato.]

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